Il Simbolismo in Italia.
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IL SIMBOLISMO IN ITALIA. DALLA VERNICE STAMPA AI SOCIAL NETWORK
un'affollatissima vernice per la stampa a cui hanno preso parte, oltre che i curatori, anche i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, giornalisti, esperti e cultori dell’arte, "Il Simbolismo in Italia" lo scorso 30 settembre ha ufficialmente aperto le porte al pubblico. Organizzata da Fondazione Bano in collaborazione con Fondazione Antonveneta, la mostra chiuderà il prossimo 12 febbraio.
Ad un mese dall’evento “Il Simbolismo in Italia”, si conferma ancora una volta un grande successo per la Fondazione. Tantissimi i visitatori che, non solo dalla città del Santo, scelgono la visita alla mostra allestita nella splendida cornice dello storico Palazzo Zabarella. Studiosi, appassionati e semplici curiosi ma anche gli "affezionati" che non mancano mai all’appuntamento con l’arte e la cultura proposto ogni anno dalla Fondazione Bano.
A richiamare un pubblico sempre più numeroso, una selezione di opere d'eccellenza: oltre cento capolavori provenienti dai maggiori musei e collezioni private e qui divise in otto sezioni tematiche. Artisti come Segantini, Previati, Morbelli, Nomellini, Boccioni, Klimt, Von Stuck e molti altri ancora che, attraverso le loro opere, ricostruiscono quattro decenni di arte e storia dagli anni ’80 del XIX secolo alla vigilia della prima guerra mondiale. Un periodo che definisce i limiti temporali del movimento simbolista che, per la prima volta, con questa esposizione viene indagato nella fondamentale esperienza italiana.
"Il Simbolismo in Italia" è una mostra capace di catturare mente ed animo di chi osserva imprigionandoli nella magia dell'oro, dei colori e delle allegorie delle opere, autentici capolavori realizzati per la prima volta con la nuova tecnica pittorica del divisionismo. Fatto proprio dai protagonisti del simbolismo, a cavallo tra '800 e '900, questo nuovo stile artistico si fa interprete del passaggio alla pittura moderna. Non solo per la tecnica ma anche per i contenuti che richiedono forme diverse per la rappresentazione della realtà, raccontata ora non più in modo oggettivo, ma secondo l'interpretazione dettata dagli stati dell'animo.
Una realtà richiamata dall'uso del simbolo e dell'allusione che in questo periodo artistico diventano elementi necessari ad indagare la profondità dell'anima, il mistero e l'inconscio.
In un raffinato percorso espositivo, le opere in mostra manifestano la loro grande forza espressiva mostrando spettacolarità e suggestione uniche e trasmettendo in chi guarda, una fortissima carica emozionale. Sono opere che "vanno oltre gli occhi", che nascono dall'anima di ogni artista e che puntano all'interiorità, all'intimità, al senso della bellezza.
A cura di Fernando Mazzocca, Carlo Sisi e Maria Vittoria Marini Clarelli, l'esposizione è un vero e proprio viaggio nell’arte e nelle emozioni.
Un percorso che porta i visitatori anche al di là della mostra. Fondazione Bano, infatti, oltre che con il proprio sito internet (www.zabarella.it) è attiva nei principali social network (Facebook, Twitter, You Tube) proponendo contenuti, idee e materiali sempre nuovi. L’obiettivo è quello di instaurare un rapporto di scambio e confronto sempre più forte con gli utenti rendendoli non più solo semplici spettatori ma parte attiva di un intero sistema che ruota attorno all’arte e alla cultura.
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